Il termine “oblato” deriva da “oblatum”, participio passato del verbo latino “offerre”, ed indica colui che si è donato.

Già nel medioevo, l’oblato si offriva a Dio attraverso il chiostro monastico o, in alcuni casi se ancora bambino, veniva offerto al monastero dai genitori stessi.

Il 23 luglio del 1904, sono stati definitivamente approvati, con decreto pontificio, gli Statuti che regolano la vita degli oblati, e ne riconoscono ufficialmente l’istituzione.

Si diventa oblati per vocazione, rispondendo alla speciale Grazia con la quale il Signore chiama. “Tutti nella Chiesa, in quanto santificati dal dono dello Spirito della Pasqua del Signore, sono chiamati alla santità (cfr. LG 39), che è comunione con Dio nella partecipazione alla vita trinitaria” (St III, 11).

“In questa comune vocazione l’oblato è chiamato a dare la sua risposta vivendo il carisma monastico che gli è proprio, nulla anteponendo all’amore di Cristo (RB 4; 72)”.

“L’Oblazione è l’atto liturgico-spirituale riconosciuto dalla Chiesa (CIC Cann. 303 e 677), con il quale l’aspirante oblato, dopo un congruo periodo di formazione, fa l’offerta di se stesso a Dio vincolandosi a una comunità cistercense determinata. L’oblato si impegna ad una forma di vita che sia progressiva conformazione a Cristo, unico scopo della sua oblazione e della spiritualità cistercense (cfr. RB 21; 72), che cercherà di irradiare nel mondo, diventando testimone della perenne vitalità della vita monastica nell’esperienza cristiana” (St I, 3).

“Lo spirito di comunione, che caratterizza la famiglia monastica organizzata da S. Benedetto nella Regola, è un elemento fondante della Chiesa stessa (v. LG 2)” (St III, 24).

L’oblato, rispondendo alla propria chiamata, si apre ad una nuova dimensione, quella comunitaria; il proprio “quaerere Deum” non sarà più solo individuale ma verrà anche condiviso, con i fratelli monaci ed oblati.

“La comunità riconosce negli oblati una espansione articolata del proprio carisma, in un rapporto di “reciprocità” e di “complementarietà” che li mette in ascolto gli uni degli altri, per un arricchimento vicendevole” (St II, 8).

E’ proprio in questa reciprocità e fraterna accoglienza che l’esperienza monastica educa alla “docibilità” del cuore e dello spirito, essenza della spiritualità cistercense e profumo del Cristo vivo e presente.

La vita dell’Oblato cistercense è disciplinata dalla Regola di San Benedetto, attualizzata da specifici Statuti, differenti a seconda che l’Oblato viva in Monastero (Oblato Regolare) oppure nel mondo (Oblato Secolare). E’ prevista dagli Statuti nazionali degli Oblati anche l’oblazione consacrata, che consiste in un’emissione di voti, secondo rito privato.

 Umiltà, obbedienza, silenzio, ascolto, preghiera liturgica, semplicità, povertà, lavoro manuale ed autentica carità fraterna, sono alcune delle tracce che San Bernardo di Chiaravalle, e tutti i Santi cistercensi, hanno lasciato sul cammino della nostra Famiglia.

 

mirasole

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La chiesa ed il chiostro sono visitabili dal martedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e (anche la domenica) dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

Informazioni sulle visite per i gruppi alla relativa pagina sul sito.

Il lunedì transetto e chiostro rimangono chiusi.

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